Grande Ippica Italiana offre una sua riflessione sullo stato del settore, a margine della riunione a Roma del Comitato Pattern.
In attesa del documento ufficiale dopo l’appuntamento del Comitato Pattern, Grande Ippica Italiana, del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) formula alcune riflessioni importanti, riportate in una nota ufficiale che riportiamo di seguito:
“La situazione in generale non è certo rosea e da Parigi, a Londra, a Berlino e Dublino l’impegno è quello di cercare soluzioni per invertire un trend che preoccupa. E non poco in alcuni casi. Nonostante quanto possa apparire con analisi superficiali o semplicemente scorrendo i programmi degli altri, Francia e Inghilterra in primis, quello che c’è dietro un mondo comunque sfavillante è piuttosto grigio. I numeri, quelli delle scommesse e dei nati, sono in calo pressoché ovunque e non è certo un caso se, a un paio di giorni dal Comitato, il Bha abbia esplicitato un piano di riduzione piuttosto importante del numero delle corse, indispensabile per far fronte al calo stimato fra il 5 e il 10% delle nascite in questi 2 anni. Un tema delicato, perché quello dell’equilibrio fra numero e riuscita delle corse è un problema da affrontare con grande prudenza. Se un taglio è necessario alla luce del numero dei cavalli in attività, è altrettanto vero che la riduzione deve tenere conto anche della necessità di mantenere l’attività viva, perché il rischio di andare oltre la soglia di sostenibilità per il settore è da tenere molto ben presente”.
Grande Ippica Italiana spiega che se la Gran Bretagna non ride, cosa dire della Francia, “che ai nostri occhi appare come un sistema ideale? I numeri sono tutti negativi, a cominciare da quello, fondamentale, delle scommesse. E questo ha già provocato un taglio molto importante dei trasferimenti dal Pmu alle Société, che per ora è stato sostanzialmente ammortizzato andando a sfruttare riserve o intervenendo su voci secondarie. Ma se il trend dovesse essere confermato la prossima vittima di un eventuale taglio sarà il montepremi. “Che è alto, anzi altissimo rispetto ai nostri parametri, ma che foraggia un numero enorme di cavalli e scuderie – prosegue la nota -. A denti stretti e dietro le quinte si mormora che dalle analisi effettuate da parte del Pmu sarebbe emerso che le generazioni più giovani vogliono il gioco sullo sport e che ci sarebbe una grande richiesta di sviluppo delle lotterie istantanee. Inoltre la richiesta del pubblico è quella di avere la quota fissa e noon il totalizzatore, almeno per le scommesse semplici. Un quadro che non è altro che la fotocopia di quanto noi italiani abbiamo vissuto oltre due decenni fa, non potendo contarte, come invece i francesi, su una difesa “normativa” della filiera ippica attraverso barriera commerciali. Interessante in fatto che alcuni operatori internazionali di betting, sinora lontani dalla Francia a causa delle norme vigenti, siano in procinto di entrare nel mercato transalpino o stiamo pensando di farlo a breve”.
Il problema dei prodotti nati è comune e la salita anche abbastanza decisa dei prodotti del 2025 nel galoppo italiano, pur con numeri (troppo) piccoli e quindi meno significativi, è stata vista come una piacevole sorpresa, così come la conferma del trend positivo del volume delle scommesse nel nostro Paese.
Questi i principali temi economici sul tavolo, che si affiancano a quelli più strettamente tecnici. “Dell’analisi delle corse 2025 c’è da sottolineare, per esempio, il pessimo risultato numerico di diverse pattern francesi, che si sono fermate a un numero di partenti vicino ai 6,5. Anche oltre Manica vi sono spesso pattern risicate e uno dei temi che ricorrono in tutti i discorsi è quello dell’eccessivo numero di appuntamenti “in neretto” (pattern e listed), tanto che si parla sempre più della necessità di ”consolidare” una parte delle corse più che di proporre pattern destinate poi a incorrere nelle retrocessioni in tempi brevi – conclude la nota -. Le analisi preliminari portate all’attenzione del Comitato, basate sui numeri dell’attività continentale, sono decisamente interessanti e appena sarà possibile renderle pubbliche ce ne occuperemo nel dettaglio. SI tratta di numeri, ovviamente, quelli dei cavalli, delle corse e dei partenti, che possono essere una sorta di guida soprattutto per un Paese come l’Italia, chiamato a ricostruire dalle macerie risultanti da 20 anni di assoluto distacco da qualsiasi tipo di evoluzione. Già, l’Italia, quella che è rientrata quantomeno nella discussione, in attesa di poter riconquistare quel diritto di voto che spetta solo ai Paesi che hanno in calendario un gruppo 1”.
C’è da lavorare, tanto e possibilmente nella giusta direzione, rincara Grande Ippica Italiana: “C’è anche da comunicare in maniera capillare fuori dai nostri confini quanto sta accadendo, perché se a livello di Comitato Pattern è piuttosto chiaro come la situazione sia profondamente cambiata, la diffidenza degli operatori esteri verso le corse italiane è ancora piuttosto presente. E l’impegno di membri del Comitato di supportare l’Italia anche attraverso una campagna informativa che trasferisca le sensazioni positive alla base è certamente importante e da sfruttare nel modo migliore”.
Foto di Philippe Oursel da Unsplash





