L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma sul ruolo del direttore giochi nei casinò, sottolineandone le principali caratteristiche.
di Mauro Natta
Dopo parecchio tempo e molti contatti telefonici su argomenti noti ad entrambi gli interlocutori, mi rendo conto che alcune considerazioni, ai miei tempi normali, lo sono ancora oggi.
Altre, invece, non mi sembrano adatte ai tempi nuovi, forse perché dal 2001 sono pensionato e non sono del tutto aggiornato. Sicuramente, dopo quaranta anni di lavoro in una casa da gioco, altrettanto dicasi per i cambiamenti intervenuti nei venticinque anni intercorsi.
Una esigenza organizzativa però mi pare sia rimasta malgrado tutti i cambiamenti, in specie, sulla pretesa, scusate il termine, moderna di considerare la casa da gioco come una azienda normale. Mi sento in dovere di riaffermare che la casa da gioco è una azienda atipica e non mi pare sia totalmente applicabile la struttura che possiamo trovare nelle altre.
Non ci si dovrebbe improvvisare gestori di un casinò senza una adeguata organizzazione collegata alla produzione ed il controllo di questa, ovvero una presenza che sia in grado, tramite la indispensabile formazione sul campo specifico, di soprassedere al corretto svolgimento dell’attività produttiva.
Ricordo con una certa nostalgia due parole: “maledetta” ovvero il termine usato per identificare il rastrello alla roulette e “gavetta” per definire l’inizio della carriera lavorativa.
Esistono dei codici di comportamento da adottare obbligatoriamente consistenti nel controllare tutti i fatti, economici e non, che possono interessare la partita al tavolo da gioco. Eccone due: aggiunte al tavolo, a seguito di rilevanti vincite della clientela per cui la dotazione iniziale diventa o potrebbe diventare insufficiente, crediti al tavolo, se a causa di forti perdite dei clienti si registra una eccedenza di gettoni. Nei casi menzionati si avrà, al momento della rilevazione del risultato netto del tavolo un incremento della dotazione iniziale, nel primo caso, o un incremento dell’esistenza finale nel secondo.
La documentazione relativa alle citate operazioni con la cassa di sala la si troverà nel tavolo da gioco, probabilmente nella cassetta dei contanti cambiati al tavolo dai giocatori. Dopo averli conteggiati si otterranno i risultati netti e dopo la conta delle mance i lordi, ovvero con queste ultime comprese.
Ma il compito per un direttore giochi non è ancora esaurito rimanendo nel campo del controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi. Deve conoscere per sé e per fornire all’azienda la certezza in argomento regolarità dall’esame dei dati, in un periodo medio e che giornalmente sono registrati. Gli elementi di valutazione precedentemente elencati, sono utilizzati in modo rigoroso tavolo per tavolo prima ancora che gioco per gioco.
Quali incombenze sono ancora assegnate al direttore giochi? Valutazione dei clienti importanti, solitamente identificati come Vip; se i giocatori sponsorizzati dai porteur corrispondono alle indicazioni e alle qualità fornite.
Certamente non le ho elencate tutte così come è logico pensare che vi provvederà con l’intervento di assistenti e ispettori. Al momento mi limito a segnalare, una volta ancora, come un valido direttore giochi interviene sui ricavi e sugli investimenti affinché non siano destinati a diventare costi.
Non può che essere evidente quanto rilevante sia il controllo a posteriori in ordine alla regolarità del gioco stante il rapporto tra mance e risultato netto e tra contanti e risultato. Non si può omettere l’importanza che l’osservazione dell’effettività del gioco di alcuni clienti incida sui costi relativi all’ospitalità coniugabile alle “presentazioni” di potenziali ottimi clienti.
Sono perfettamente consapevole di non esporre delle novità delle quali ho già ampiamente scritto. Una osservazione mi pare possa essere il caso di farla: la conoscenza delle disposizioni di legge vigenti per quanto agli avvenimenti poco chiari nello svolgimento del gioco non possono che agevolare il lavoro di un direttore giochi. Infatti, oltre al fatto di conoscere tutte le dinamiche del gioco d’azzardo, coadiuvato da una apposita struttura opportunamente preparata, procura la dovuta sicurezza operativa a chi effettivamente è posto a capo dell’azienda.
Non si potrebbe omettere la natura giuridica delle entrate che dalla gestione, non importa se pubblica o privata, della Casa da gioco derivano alla proprietà e che la Regione, nel Disciplinare, assumono natura di entrata di diritto pubblico.
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