Calo delle nascite di cavalli nel Regno Unito: la risposta dell’Unione Proprietari Galoppo

Foto di Violeta Pencheva su Unsplash

La Upg risponde al calo dei puledri in UK: più proprietari e migliore esperienza ippica sono la chiave per sostenere lo sport.

Il recente calo delle nascite di puledri nel Regno Unito, ha suscitato preoccupazioni sulle possibili conseguenze per l’ippica britannica: meno cavalli in allenamento, un numero ridotto di partenti nei convegni e un possibile calo dell’interesse delle scommesse. In risposta a questo scenario, l’Unione Proprietari Galoppo (Upg) ha diffuso una newsletter in cui analizza cause, rischi e strategie per sostenere lo sport a lungo termine.

Secondo l’associazione, una delle soluzioni ipotizzate nel dibattito britannico è la riduzione delle giornate di corsa nel 2027, pari a circa 145 convegni in meno, con l’obiettivo di concentrare i cavalli sulle corse rimaste e incentivare allevamento e proprietà. Tuttavia, come sottolinea la Upg, questa scelta presenta rischi concreti: “Ridurre le giornate significa ridurre le opportunità di promozione del nostro sport. Ogni convegno è un’occasione per veicolare la bellezza e le emozioni che suscitano le corse dei cavalli, quindi un taglio rischia di produrre l’effetto opposto rispetto a quello che si ricerca, ovverosia disaffezione.”

 

 

L’associazione evidenzia che il vero problema alla base del calo delle nascite non è tanto il costo dell’allevamento quanto la domanda di proprietari disposti a investire. Senza un aumento dei proprietari e della loro capacità di spesa, gli allevatori riducono naturalmente la produzione. Come scrive la newsletter: “La variabile su cui dobbiamo lavorare in prima battuta sono proprio i proprietari e come fare per aumentarli nei numeri e nella capacità di spesa. Sono loro la leva primaria per aumentare il numero dei nati.”

Per stimolare la partecipazione dei Proprietari, l’Upg sottolinea l’importanza di migliorare l’esperienza in ippodromo, curando accoglienza e ospitalità, trasparenza nei processi e un rapporto chiaro e costruttivo tra allenatori e proprietari. La newsletter aggiunge: “La chiave è rendere sempre più bella e affascinante l’esperienza ippica… il montepremi è importante, ma questo non è il primo aspetto che un vero proprietario guarda.”

L’associazione conclude invitando a un dibattito aperto sul futuro dell’ippica, chiedendo quali strategie possano realmente rafforzare la figura dei Proprietari e incentivare la produzione di cavalli, elementi fondamentali per garantire crescita, passione e sostenibilità dello sport nel lungo periodo.