Secondo la Corte, il risultato dipende dalle abilità del giocatore e non solo dal caso, ma in Europa il dibattito sulla regolamentazione delle lootbox continua.
Le lootbox nei videogiochi sono al centro di un acceso dibattito in Europa, soprattutto per il possibile rischio di gioco d’azzardo.Recentemente, l’Oberster Gerichtshof, la Corte Suprema austriaca, decide che acquistare e aprire lootbox non costituisce gioco d’azzardo secondo la legge austriaca.
La decisione arriva dopo il caso di un giocatore che aveva speso quasi 20.000 euro in quattro anni per comprare punti virtuali e aprire lootbox in una popolare simulazione di calcio online. Il giocatore sosteneva che, essendo il contenuto delle lootbox determinato casualmente, si trattasse di un gioco d’azzardo vietato.
La Corte, però, valuta le lootbox nel contesto dell’intero videogioco. I contenuti delle scatole servono a migliorare l’esperienza di gioco e non possono essere venduti o trasferiti fuori dal gioco. Inoltre, il successo nelle partite dipende dalle abilità del giocatore, dalla strategia e dalla destrezza nel controllare il team, bilanciando così l’elemento casuale. In questo senso, il videogioco resta un “gioco misto” e il risultato non dipende solo dal caso.
Il dibattito però non si ferma in Austria. A livello europeo, la Commissione e alcune autorità nazionali valutano se alcune lootbox possano diventare gioco d’azzardo, soprattutto se i contenuti si possono vendere per denaro reale, se favoriscono spese compulsive o se sono rivolte ai minorenni.





