Il Tar del Lazio ha sospeso la prima rata del canone a una sala bingo che potrebbe beneficiare dell’indennità provvisoria.
“Tenuto conto che il termine per il versamento della prima rata del canone annuo contestato (pari ad euro 54.000,00) scadrà il prossimo 31 gennaio 2026” e ravvisati ‘i requisiti di ‘estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio’ richiesti dall’art. 56 c.p.a. per la concessione dell’invocata misura cautelare monocratica”, il Tar del Lazio ha ritenuto di “dover perciò sospendere l’obbligo di tale versamento sino alla decisione che sarà assunta in sede collegiale” il prossimo 17 febbraio.
Così si è espresso il Tar del Lazio che con un decreto ha accolto l’istanza di misure cautelari monocratiche chieste dai legali di una sala bingo che nel ricorso presentato chiedono l’annullamento (“previa adozione di idonea misura cautelare” accordata con il presente decreto) della nota con cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha negato alla ricorrente l’applicazione “dell’indennità mensile provvisoria di 2.800 euro”, confermando “confermando l’obbligo di versamento del canone annuo di 108.000 euro”.
Nel ricorso, la società titolare della sala bingo chiede anche che sia accertato il suo diritto “a vedersi applicare, a far data dal 1° gennaio 2025, l’indennità mensile provvisoria di 2.800 euro, nonché del conseguente credito maturato per le somme versate in eccedenza per l’anno 2025 di euro 74.400,00, salva altra somma ritenuta di giustizia, oltre interessi legali”.
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