Campione 2.0 torna sugli ammanchi: ‘Abbiamo il diritto di essere informati’

Verda e Marchesini scrivono nuovamente al Dg del Casinò di Campione Silvestri, per conoscere gli ammanchi di cassa della casa da gioco. Secondo i consiglieri di Campione 2.0 “il compito e il diritto di un gruppo del Consiglio comunale è quello di informarsi, controllare e conoscere”.

 

Nuova comunicazione da parte dei consiglieri di Campione 2.0, Simone Verda e Gianluca Marchesini, al direttore generale del Casinò di Campione, Stefano Silvestri. Al centro delle richieste – la missiva è stata inviata anche ai commissari giudiziali Alessandro Danovi e Gianluca Minnitila questione degli ammanchi, che nell’atto precedente erano stati dichiarati come di natura strettamente riservata e dunque non divulgabili a terzi.

“Siamo consapevoli che la Direzione del Casinò stia contestando errori (ammanchi) di cassa ai dipendenti dedicati a tale servizio. Siamo oltretutto al corrente che la Direzione Giochi abbia inviato a più dipendenti lettere di contestazione e addebito per tali errori. Ribadiamo la nostra richiesta di conoscere a questo punto, sollecitando anche l’attenzione dei commissari, a quanto ammontano gli ammanchi negli anni dalla riapertura del Casinò e a quanti impiegati è stato contestato il fatto e l’addebito.

Siamo venuti a conoscenza che la Direzione Giochi in modo decisamente spiacevole e fuori luogo addebita tali contestazioni alla richiesta legittima della minoranza di conoscere tali informazioni. Le chiediamo cortesemente di comunicare al direttore che il compito e il diritto di un gruppo del Consiglio comunale è quello di informarsi, controllare e di poter conoscere visto che il Comune è il socio unico della società Casino Campione Benefit spa mentre il suo è quello di dirigere e nella sua piena autonomia anche di presentare contestazioni ai dipendenti.

Il direttore non dovrebbe svolgere compiti politici e soprattutto addossare responsabilità politiche di un suo compito che di politico non ha proprio nulla, anzi. Siamo certi che gli ammanchi di cassa siano frutto di errori in buona fede da parte dei dipendenti perché se così non fosse il direttore avrebbe già presentato denunce alle autorità competenti per indagini da approfondire e avrebbe sicuramente informato il cda e il socio.

Siamo certi che a questo punto si siano chiarite le competenze e gli eventuali sconfinamenti dei ruoli che vanno dalla politica a chi deve dirigere”.