Sts: ‘Albo Pvr, navigazione a vista per altri nove mesi’

Il Sindacato totoricevitori sportivi guarda con preoccupazione il rinvio a settembre delle udienze in Consiglio di Stato sull’albo del Punti vendita ricariche.

 

“Altri nove mesi per sapere cosa ne sarà dell’albo Pvr. Il tempo di una gestazione.” Questa l’immagine usata dal Sindacato totoricevitori sportivi nel commentare il fatto che il Consiglio di Stato, dinanzi al quale pendono i ricorsi promossi da alcuni concessionari avverso il provvedimento di Adm di istituzione dell’albo dei Punti vendita ricariche, ha fissato la prossima udienza a settembre 2026.

“Si tratterà di decidere nel merito delle disposizioni emanate dall’Agenzia nell’ottobre 2024 in attuazione del Decreto sul gioco online, relative all’istituzione dell’albo Pvr”, spiega Sts in una nota nella qual si evidenzia che “nel frattempo, si naviga a vista. L’albo è sospeso, quindi per i titolari dei punti di vendita ricariche non sussistono obblighi di iscrizione né tantomeno di pagamento della quota. Piuttosto, i circa 20.000 titolari che si erano iscritti all’albo all’indomani della sua istituzione, dovranno attendere ancora per conoscere la sorte di quei 100 euro di quota sborsati invano”.

Secondo il sindacato “l’intera attuazione delle nuove norme sull’online risulta, a oggi, quanto mai problematica per non dire ambigua. Pensiamo solamente al limite di 100 euro settimanali di ricarica: a oggi, i titolari dei Pvr non hanno alcuno strumento che consenta loro di rispettare la norma e, a causa dei controlli della Guardia di finanza, rischiano di essere sanzionati ingiustamente”.
Insomma, la nuova disciplina del gioco online “si sta rivelando piuttosto disordinata quantomeno sotto gli aspetti della trasparenza e del miglioramento delle condizioni di lavoro dei titolari dei Pvr. E più passa il tempo senza che venga fatta chiarezza, più si rischia di generare un caos dal quale sarà difficile uscire”, afferma Sts.

 

Foto di Claudio Schwarz su Unsplash