Il gruppo Campione 2.0 prende ancora posizione sulla disparità di stipendi tra dipendenti del Comune e del Casinò, invitando tutti a non dimenticare che il caro vita è una questione generalizzata.
Non si placa la polemica a Campione d’Italia sulla disparità di stipendi tra i dipendenti del Comune e quelli del Casinò o di altre attività esistenti nell’enclave, commerciali o professionali.
E se è vero e indiscutibile che il costo della vita a Campione è più alto di quello medio italiano, questo, sottolineano i consiglieri di Campione 2.0 Gianluca Marchesini e Simone Verda, vale per tutti.
I due consiglieri comunali invitano dunque “i difensori dei privilegi” a non dimenticare che “al Casino i part time lavorano a 1.800 euro mese” e i full time a “2.800 euro”, mentre ci sono “dipendenti degli appalti delle pulizie, del guardaroba e della manutenzione che lavorano anche a 6 euro all’ora con stipendi di 1.400 euro”.
Il gruppo di minoranza Campione 2.0 è a difesa di “una equità salariale sociale e umana visto il nostro ruolo politico sociale come del resto soprattutto lo dovrebbero fare i sindacalisti all’interno del Casinò che inspiegabilmente sono muti e sordi , una volta promuovevano anche vertenze sindacali per lo spritz durante le paese di lavoro al bar impiegati, ora il nulla”.
A tale proposito, c’è da aggiungere che nella giornata di ieri 16 gennaio Ige Magazine ha chiesto un commento a Snalc e Uilcom, due dei sindacati più rappresentativi all’interno del Casinò, ed è ancora in attesa di un riscontro.
Sul tema si registra infatti la sola presa di posizione della Fisascat Cisl dei Laghi (non firmataria del contratto collettivo vigente al Casinò) che, per voce di Luca Parravicini (componente della segretaria), ha sottolineato che “a Campione d’Italia esiste una questione salariale per lavoratrici e lavoratori della Casa da gioco ed anche per quelli dei servizi collegati” e che “a prossima scadenza del Contratto collettivo aziendale di lavoro dà l’opportunità di ricucire lo strappo ma il tempo stringe: mancare l’appuntamento e trascinare il Ccal in ultra-vigenza sarebbe drammatico. I lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo, ora servono salari adeguati e valorizzazione delle professionalità”.





