Distanziometro, il Tar Sicilia annulla il provvedimento della Questura per una sala da biliardo

Il Tar Sicilia ha annullato un decreto che negava la licenza a una sala biliardo per via del distanziometro.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha annullato il decreto con cui la Questura di Messina aveva respinto la richiesta di licenza ex art. 86 Tulps presentata da una società per aprire una sala pubblica con l’installazione di quattro tavoli da biliardo.

La Questura aveva negato l’autorizzazione per la violazione del distanziometro della legge regionale siciliana 24/2020, in quanto i locali risultavano ubicati a 123 metri da una chiesa e a 417 metri da una scuola primaria.

Il Tar ha accolto il ricorso in quanto mancava il preavviso di rigetto previsto dall’art. 10-bis della legge 241/1990 e il distanziometro riguarda le sale dove è prevalente il gioco con vincite in denaro, mentre qui si parla di soli biliardi, con prezzo delle partite al tavolo di euro 7,50 per ora o frazione.

Rigettata la domanda risarcitoria: la Questura dovrà riesaminare l’istanza e la pubblica amministrazione è tenuta al pagamento delle spese di 3mila euro più accessori e rimborso del contributo unificato.

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