L’analista di gaming Mauro Natta si sofferma sul tema del rischio riciclaggio nei casinò, puntando l’attenzione sulla produzione e sul controllo della stessa.
di Mauro Natta
Credo di aver capito che il riciclaggio in una casa da gioco può accadere. infatti nel 1983, quel giorno di San Martino se lo ricordano ancora in molti; chi era al lavoro e chi ne è venuto a conoscenza saputo il giorno seguente.
Anche se pensionato dal 2001, i fatti contestati ultimamente mi invitano a pensare con un’esperienza più vasta e completa. Sia per quanto riguarda il funzionamento di una casa da gioco relativamente alla produzione sia al controllo della stessa.
Non desidero annoiare con nozioni tecniche che ben poco rilevano nell’interesse generale affidandomi ad un esempio, probabilmente fantasioso, ma teoricamente possibile. Allo stesso modo, mi pare sinceramente credibile pensare che la conclusione non possa consistere in quella esemplificata per eccesso.
Ecco l’esempio: se venti giocatori cambiano ciascuno quattromila euro e dopo qualche tempo, ma in serata, uno di questi si presenta alla cassa di sala per l’incasso, mi permetto di chiedere se il sistema attualmente in funzione è in grado di intercettare questa tipologia di operazioni.
E ancora: allorché un giocatore si appresta ad un cambio di placche considerevole c’è chi, avvisato o meno penso che ben poco rilevi, si informa dove è avvenuta la vincita?
Nel caso che le placche siano state vinte ad uno o più tavoli chi si informa, al momento, se mancano effettivamente a qualche tavolo?
Quando si procede alla integrazione delle dotazioni iniziali alla chiusura del tavolo si controlla se le placche mancano effettivamente?
Ma non solo perché a quel tavolo, ai miei tempi nella cassetta dei biglietti, in occasione del conteggio dei contanti cambiati direttamente, si trovava la documentazione dei cambi dalla cassa di sala al tavolo, delle eventuali aggiunte, della pezzatura dei gettoni relativamente alla loro movimentazione e, comunque, la eventuale perdita in gettoni.
È più che evidente: al termine di tutte le operazioni relative alla chiusura del tavolo si ricavava il risultato perché la somma algebrica tra dotazione iniziale, eventuale aggiunta. esistenza finale, biglietti lo forniva.
Ma, a ben vedere, se ne potevano ricavare altre notizie!
Non potrebbe sfuggire che dalla triangolazione delle notizie provenienti dai risultati di gioco, dalla movimentazione del cambio assegni, dall’emissione di assegni per vincite e dal rendiconto dell’ospitalità in occasione delle manifestazioni è agevole ammettere che si può, ai miei tempi poteva, avere una situazione abbastanza reale. I bonifici non c’erano!
Foto di Michał Parzuchowski su Unsplash





