Il sindaco di Campione d’Italia, Roberto Canesi, evidenzia lo stato di buona salute del Casinò e traccia un bilancio dell’attività svolta nel suo mandato, ormai quasi in scadenza.
Nel 2026 si aprirà una nuova pagina per il Comune di Campione d’Italia, chiamato a eleggere il suo nuovo sindaco. Mentre per il Casinò è stato il finire dell’anno a portare a una importante novità, la nomina del nuovo presidente Roberto Maria Guarini.
Con Roberto Canesi, attuale sindaco dell’enclave, tracciamo un bilancio complessivo, partendo dalla nomina del nuovo presidente. Lo facciamo nel numero di gennaio/febbraio della rivista Ige Magazine, che proponiamo anche online.
“Dopo questa nomina, auspico che la società, che ha ormai raggiunto uno stabile equilibrio economico finanziario, proceda ora rapidamente alla promozione e sviluppo dell’attività, nell’interesse del socio Comune di Campione e, quale società benefit, del territorio e dell’occupazione locale.”
In merito alle gestioni passate del Casinò, sino al 2018, ci sono una serie di procedimenti aperti per accertare il corretto operato della proprietà e della società di gestione. Quali sono le sue considerazioni e attese in merito?
“Difficile prevedere il futuro di vertenze attualmente aperte sia sotto l’aspetto penale che civilistico; mi auguro che si faccia chiarezza sulla legittimità e opportunità di diversi atti e operazioni che, alla luce delle relazioni effettuate sia dalla Gdf che dagli organi della curatela e del concordato, nonché da qualificati esperti nominati dal Casinò, lasciano
perplessi, essendo indubitabile che buona parte degli atti e delle scelte messe in campo in passato avevano lo scopo di mantenere invariata la continuità aziendale, che, al contrario, avrebbe richiesto interventi di sostanziale rivisitazione e ristrutturazione. Se così si fosse operato, probabilmente si sarebbero salvati molti posti di lavoro, evitati tre anni di chiusura dell’azienda e una situazione debitoria di gigantesche proporzioni, sia in capo all’Azienda Casinò che al Comune stesso. A ben vedere, quelle scelte hanno via via pregiudicato sempre di più l’azienda Casinò, determinando, per il primo, uno stato di crescente grave insolvenza e, per il secondo, il dissesto finanziario e la cessazione di molti servizi.”
Nel 2025 il Casinò ha continuato nel suo percorso concordatario. Come commenta il suo stato di salute e come lo si può migliorare?
“Ritengo che la società Casinò di Campione sia in buona salute economica finanziaria. Vi sono alcuni aspetti gestionali da migliorare (peraltro qualsiasi gestione aziendale è migliorabile) e auspico che vengano attuate al più presto alcune misure e iniziative che dovrebbero migliorare la gestione corrente, al fine di ampliare l’appeal sul mercato dell’azienda e la clientela, sensibilizzando e coinvolgendo sempre più il personale dipendente, riducendo la situazione di poco comprensibile assenteismo, che non solo nuoce allo sviluppo della società. ma pregiudica la regolare attività degli altri colleghi.”
A breve i cittadini campionesi si recheranno alla urne per eleggere il nuovo sindaco. Quale bilancio traccia del suo mandato, per quanto riguarda l’attività svolta sul Casinò?
“Direi positivo. Devo ringraziare tutti i colleghi consiglieri perché insieme siamo riusciti a realizzare un programma di ripartenza non semplice, superando positivamente una situazione iniziale di totale default generale, in cui pochi, tranne questa amministrazione comunale, credevano.
Per il Casinò, grazie anche alle persone che si sono succedute e si sono interessate alla conduzione della casa da gioco: riapertura dell’attività della stessa dopo tre anni di totale sua chiusura; ripristino, sia direttamente che attraverso i servizi esternalizzati, di oltre 200 posti di lavoro, in un periodo post Covid; sistemazione delle situazioni contabili con il
raggiungimento di un più che soddisfacente equilibrio economico finanziario dell’azienda, con incassi e ingressi in crescita, che sta consentendo pagamenti ai creditori in minori tempi rispetto a quelli previsti nel piano del concordato; inquadramento della società Casinò in società benefit, che consentirà a breve, a concordato definito e ad avvenuto venir meno dei consistenti impegni per pagamenti dei debiti arretrati, un miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti, sia in termini operativi, organizzativi ed economici, anche a riconoscimento dei sacrifici attuati, che hanno favorito la rapida ripartenza dell’azienda; questa situazione apporterà quindi indubbi benefici per lo stesso Comune di Campione e la sua comunità e per i territori di Como e Varese. A pagamenti effettuati infatti, la società Casinò potrà anche procedere alla liquidazione dei rilevanti crediti a favore dello stesso Comune di Campione.”
C’è qualche rammarico per cose non riuscite come vorrebbe o ancora da realizzare?
“Penso che nell’ambito di ogni amministrazione comunale ci sia qualche rammarico per risultati non raggiunti o raggiunti parzialmente. Per Campione mi riferisco in primis a un paradossale errore direttamente discendente da una scelta totalmente insensata e incomprensibile del passato, che ha costretto questa Amministrazione a confrontarsi da subito e con urgenza con soluzioni e contromisure che andavano ben al di là delle competenze e possibilità di un piccolo comune italiano (e probabilmente anche di un grande comune): l’annessione del territorio di Campione all’Unione Europea. Questo passaggio epocale ha comportato per l’intera comunità campionese disagi, procedure e costi inaccettabili e assurdi, di difficilissima e lunga soluzione, se si esclude quella drastica, al momento risultata impercorribile, di un ravvedimento postumo dell’Italia, con richiesta di un totale annullamento di un provvedimento in precedenza sollecitato alla stessa Unione Europea (presumibilmente su sciagurate istanze provenienti dallo stesso territorio di Campione!)
Questo passaggio, che il territorio di Campione ha subìto, ha creato problemi e costi in capo al cittadino e allo stesso ente pubblico che l’Ac ha cercato di risolvere e contenere, attivandosi con i diversi organismi ed enti (italiani, svizzeri e europei) per riuscire a trovare soluzioni percorribili e attuabili, che spesso si trovavano in contrasto con le caratteristiche, le particolarità e gli usi consolidati del territorio di Campione. Penso alla obbligatoria reimmatricolazione dei veicoli dei campionesi, alla conversione delle patenti di guida, alle complicazioni burocratiche insorte per molti interventi da effettuare sul territorio di Campione, alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, eccetera.
Questo ultimo problema ha determinato situazioni di grave pregiudizio ambientale e di salute pubblica sul territorio, imponendo un regime transfrontaliero con costi, procedure e adempimenti sproporzionati e paradossali, di difficile attuazione non solo per il cittadino e le imprese che operano sullo stesso territorio di Campione, ma anche per quelle italiane o svizzere, che vorrebbero qui operare.
Con il supporto dei competenti Ministeri italiani, l’amministrazione comunale di Campione ha ottenuto dall’Ue una deroga, che mi auguro possa essere a breve concordata e definita tra Italia e Svizzera che potrebbe risolvere in sostanza la problematica, se l’accordo, di carattere internazionale, prevedesse di fatto, almeno per questo tema, un superamento dei vincoli Ue con un apparentemente semplice ritorno alle regole del passato (possibilità per aziende svizzere abilitate di raccogliere rifiuti sul territorio enclave di Campione e smaltire in Svizzera).”
Quando si parla di Campione, si dice spesso che uno dei suoi problemi principali è la sua mono-economia. È tuttora così e che cosa si è fatto o si potrebbe fare per superare la forte dipendenza dal Casinò?
“La dipendenza diretta del comune di Campione dalle vicende della Casa da gioco è stata oggi per buona parte eliminata. La convenzione e gli accordi concordati con il Casinò non assumono più, nell’ambito dell’economia dell’ente pubblico, una vitale importanza, come era in passato, svincolando appunto l’ente dalle vicende del Casinò. Nessuno potrà però mai dire che il territorio di Campione potrà essere totalmente svincolato dalla locale Casa da gioco, attese sia la storicità che lo lega al territorio, sia le indubbie ripercussioni, anche solo in tema di ricadute sul tessuto commerciale e dell’occupazione che qualsiasi prevalente azienda svolge nell’ambito locale.
L’amministrazione comunale di Campione ha comunque già iniziato e sta portando avanti diverse iniziative volte a sviluppare e valorizzare il territorio anche in altri diversi ambiti e settori, quali quello del turismo, della cultura, della storia, del commercio, dell’arte, degli eventi, che, a mio modesto avviso, se opportunamente coordinati anche con i limitrofi territori del lago di Lugano, di Como e Varese, potranno offrire più che valide alternative alla mono economia del gioco del passato, attraendo nuovi investitori, sia dall’Italia che dall’estero.”





