Il controllo della Corte dei conti sul Fondo per la ricerca e il riferimento al gioco

La Deliberazione n. 71/2025/G della Corte dei conti analizza la gestione del Fondo integrativo speciale per la ricerca. Dove compare anche il gioco d’azzardo , esclusivamente come tema di prevenzione sanitaria.

Con la Deliberazione n. 71/2025/G, la Corte dei conti ha pubblicato una relazione di controllo sulla gestione del Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), strumento attraverso cui lo Stato finanzia progetti di ricerca strategica in ambito scientifico, tecnologico e sociale.
Il documento prende in esame le annualità 2019–2021 e valuta l’efficienza dei bandi, i criteri di selezione dei progetti, i tempi di attuazione e l’utilizzo delle risorse pubbliche. Non si tratta di un atto normativo né di un documento di indirizzo per settori industriali specifici.

Rispetto alle criticità del periodo 2014-2017, già esaminate dalla magistratura contabile, l’istruttoria ha evidenziato una regolare ripresa dell’azione amministrativa, con una programmazione sistematica di bandi e interventi, idonea ad assicurare un corretto utilizzo delle risorse e una loro adeguata destinazione, in linea con i programmi di ricerca nazionali ed europei. La chiara definizione di obiettivi, criteri di selezione e meccanismi di monitoraggio con esiti nel complesso adeguati nel tempo – si legge nel documento – ha, inoltre, garantito il progressivo impiego di risorse disponibili, ovviando al formarsi di giacenze. L’allungamento dei tempi di attuazione, soprattutto a causa della complessità delle procedure amministrative, e la mancata conclusione dei progetti avviati dal 2019 al 2021, sono stati, tuttavia, considerati profili da attenzionare, affinché le risultanze sperimentali conseguite non perdano di attualità. In un’ottica di accelerazione dei tempi di realizzazione e completamento dei progetti sovvenzionati, la Corte ha, pertanto, raccomandato al Ministero procedure più snelle, invitandolo a riprendere e portare a termine il progetto di istituzione di un’Agenzia nazionale per la ricerca, per un maggiore coordinamento e una gestione più efficiente delle attività di finanziamento. In quest’ottica, positiva è apparsa la previsione del disegno di legge di bilancio 2026 inerente alla riorganizzazione del settore della ricerca universitaria, attraverso un Piano triennale della ricerca, con cronoprogramma triennale dei finanziamenti, aggiornabile annualmente, e all’aggregazione dei relativi fondi in un unico capitolo di bilancio. Queste innovazioni – spiega la Corte – consentiranno di gestire le risorse in modo più efficiente, per completare i progetti più rapidamente e superare i limiti legati alla frammentazione dei fondi stessi e alla gestione concentrata su un singolo esercizio finanziario.

Il riferimento al gioco d’azzardo: contesto e significato
Nel testo compare un unico riferimento al gioco d’azzardo, inserito nella premessa della relazione, all’interno del richiamo a un progetto di ricerca finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Miur).
Il progetto, denominato PRO-BEN, è dedicato allo studio del benessere psicologico della popolazione studentesca e include attività di ricerca e prevenzione delle dipendenze.
In questo contesto, il gioco d’azzardo è citato quindi come possibile forma di dipendenza, insieme ad alcol, droga e dipendenze da nuove tecnologie, mentre la relazione della Corte dei conti non contiene alcuna analisi sul gioco pubblico, sul gaming online o terrestre, né sui modelli concessori, sugli operatori o sul gettito fiscale del comparto. Il riferimento non ha natura regolatoria, non introduce nuove restrizioni e non formula valutazioni sull’industria del gioco legale, confermando la distinzione tra industria del gioco regolato e politiche pubbliche di prevenzione delle dipendenze, ambito che rientra nella ricerca sanitaria e sociale.

 

(Foto: Carlo Dani, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons)