Riordino del gioco, Governo prepara il terreno in manovra

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Risorse da Vlt e slot alle autonomie locali, caccia all’intesa sul 5% delle entrate da gioco alle Regioni.

 

Lo stanziamento di 80 milioni di euro derivanti da slot e Vlt alle Regioni va letto come il primo passo per compiere l’impresa del riordino del gioco fisico in Italia.

Associato all’ipotesi di devolvere il 5% del gettito fiscale direttamente alle casse regionali, proprio per incentivare un accordo complessivo sulla nuova geografia del gioco pubblico, l’obiettivo dichiarato del Governo è di ottenere l’intesa in Conferenza unificata entro il mese di marzo.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il fulcro della discussione istituzionale riguarda il superamento dei conflitti tra normative nazionali e locali attraverso un nuovo equilibrio che coinvolge direttamente le finanze di Regioni e Comuni, come era stato proposto nei mesi scorsi dalla Conferenza delle Regioni.

In particolare il focus è sulla revisione del cosiddetto “distanziometro”, che mira a introdurre regole più omogenee su tutto il territorio nazionale per evitare la desertificazione dell’offerta legale che ha colpito diverse realtà locali. Lo schema a cui lavora il Mef propone una distinzione basata sulla qualità del punto vendita: la distanza minima dai luoghi sensibili sarà fissata a 100 metri per gli esercizi certificati, mentre salirà a 200 metri per quelli non certificati, con l’obiettivo di premiare l’offerta più controllata e tracciata.

Parallelamente, il decreto punta a innalzare sensibilmente i livelli di sicurezza e protezione per i consumatori, allineando il settore retail agli standard già previsti per il gioco online dal precedente decreto legislativo. Tra le misure in discussione figurano limiti di puntata più severi, sistemi di autoesclusione per i soggetti a rischio, obblighi informativi trasparenti e percorsi di formazione qualificata per tutto il personale di sala.

Il Governo pare sia intenzionato a inserire i bandi per le nuove concessioni direttamente nei decreti attuativi per tentare la pubblicazione entro la fine dell’anno. Si stima che l’intera gara per il comparto fisico, che abbraccia scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento, possa generare una base d’asta complessiva di circa 2,5 miliardi di euro.

Il piano è uniformare la normativa, con occhio ai giocatori a rischio e anche alle esigenze degli operatori.

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