Sfumata l’ipotesi di aggiornare le linee guida a una nuova versione e superata la finestra parlamentare della Legge di Bilancio, Agcom torna a occuparsi di pubblicità del gioco.
All’indomani dell’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio che – nonostante gli auspici di alcuni e le preoccupazioni di altri – ha cestinato la proposta proveniente da più parti, relativa al superamento del celeberrimo decreto Dignità, si torna subito ad occuparsi della regolamentazione e del sanzionamento della pubblicità delle aziende di gioco. Con la palla che torna nuovamente all’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) la quale – come apprende ItalianGamingNews.it da fonti istituzionali – è in procinto di emanare un atto di indirizzo mirato a sciogliere i vari dubbi interpretativi che permangono nella gestione di questa materia ormai così complessa e articolata, che vede due decreti di pari livello (il dignità e il legislativo n.41 relativo al riordino del gioco online) coesistere, pur con principi in parte contrapposti, ma senza annullarsi a vicenda.
Proprio per questa ragione, come avevamo raccontato nei mesi scorsi, la stessa Autorità aveva lavorato per la stesura di una nuova versione delle Linee Guida interpretative del divieto di pubblicità e promozione del gioco, nel tentativo di attualizzarle al nuovo contesto imposto dal decreto 41, che prevede la possibilità di promuovere il gioco responsabile.
Solo però che il percorso avviato internamente da Agcom si è interrotto sul nascere, al suo interno, con la prima stesura delle nuove linee guida che non aveva superato il vaglio del Consiglio dell’autorità, in attesa di un parere del Servizio Giuridico dell’organismo per suggellarne la necessità e l’effettiva bontà interpretativa. Salvo poi arenarsi del tutto, una volta che la materia era passata al vaglio della Corte di giustizia europea prima, e del Parlamento italiano poi. Con il parere giuridico di Agcom che è stato quindi utilizzato in queste sedi, invece di approdare in un nuovo provvedimento operativo.
Ora però che l’iter parlamentare si è di nuovo interrotto e la famigerato cancellazione del decreto Dignità più volte auspicata da una parte della politica (ma anche dello sport o della cultura), Agcom intende riprendere in mano la pratica, ma senza necessariamente dove ricorrere nuovamente alle nuove linee guida, bensì pubblicando un atto di indirizzo il cui scopo potrebbe essere comunque simile se non addirittura più ampio.
Un “atto di indirizzo” è infatti un provvedimento di natura politico-amministrativa o strategica con cui una pubblica amministrazione definisce orientamenti, criteri generali e linee guida cui dovrà attenersi la propria attività futura o quella dei soggetti sottoposti alla sua regolazione.
Pertanto un provvedimento di questo tipo non disciplina direttamente casi concreti, non crea obblighi immediatamente vincolanti per i destinatari esterni, ma serve a indirizzare l’azione amministrativa e interpretativa dell’Autorità. La funzione sarebbe comunque quella di stabilire obiettivi strategici, priorità e criteri di intervento, oltre ad orientare l’esercizio di poteri regolatori, sanzionatori o di vigilanza e garantisce coerenza e prevedibilità dell’azione amministrativa.
Si tratta quindi di un atto amministrativo generale, spesso qualificabile come atto di “soft law” o di programmazione il quale non assue, di regola, efficacia normativa come un regolamento ma vincola internamente l’amministrazione che lo adotta, andando altresì ad influenzare i comportamenti degli stakeholder. Nel caso specifico di Agcom, pertanto, l’utilizzo di atti di indirizzo serve per indicare criteri interpretativi della normativa di settore, orientare future delibere regolamentari, segnalare al mercato o agli operatori, definire le priorità di intervento e le aree di particolare attenzione. L’iter del nuovo provvedimento dovrebbe partire già a in questi giorni, dopo che a fine dicembre è stato recepito il parere dell’ufficio giuridico e potrebbe concretizzarsi entro la fine di gennaio o all’inizio di febbraio.





