Il deputato del Pd Anthony Barbagallo chiede al ministero dello Sport di contrastare, d’intesa con il Coni, il fenomeno della manipolazione delle competizioni sportive.
Il ministero per lo Sport e i Giovani assuma “iniziative di carattere normativo (…), per quanto di competenza e d’intesa con il Coni, al fine di prevenire e contrastare forme indebite di condizionamento e manipolazione delle competizioni sportive, anche concorrendo a promuovere strumenti di coordinamento a livello nazionale e internazionale”.
È la richiesta che viene posta al ministro Andrea Abodi dal deputato del Pd Anthony Barbagallo che in un’interpellanza, ora riformulata, ricorda in premessa che “secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, sarebbero emersi nell’ambito di un’indagine in corso da parte della Procura della Figc fatti che vedrebbero coinvolti il presidente dell’Aia (Associazione italiana arbitri), alcuni designatori arbitrali delle Serie A, C e D e altri soggetti riconducibili alla Federazione Italiana Giuoco Calcio”.
Barbagallo ricorda che “gli organi tecnici dell’Aia rivestono un ruolo cruciale per la regolarità delle competizioni calcistiche nazionali, poiché formano, gestiscono e designano gli arbitri che dirigono gare professionistiche, incluse quelle inserite nel palinsesto delle scommesse sportive e dei giochi a premi, con evidente rilevanza economica e sociale visto che migliaia di persone le seguono con passione; la serenità, l’indipendenza e la ter-zietà dei soggetti preposti alla selezione, designazione e valutazione degli arbitri costituiscono presupposti imprescindibili affinché la regolarità dei campionati e la credibilità del sistema arbitrale siano salvaguardate”.
Il deputato Dem evidenzia invece che “secondo quanto pubblicato in un articolo di stampa da La Gazzetta dello Sport del 22 novembre 2025, emergerebbero interferenze nelle prerogative tecniche che lo statuto dell’Aia riserva a sé a tutela dell’indipendenza arbitrale; episodi analoghi, come il caso dell’ex presidente dell’Aia Alfredo Trentalange all’epoca deferito e poi assolto con formula piena, hanno già sollevato interrogativi sulla capacità degli organismi di giustizia sportiva di garantire adeguati strumenti di tutela ai soggetti che ricoprono cariche elettive e ruoli apicali dell’Aia; l’eventuale deferimento dell’attuale presidente dell’Aia, intervenendo a brevissima distanza (secondo notizie di stampa)
dalle sue pubbliche prese di posizione contrarie alla proposta Figc di costituire un soggetto giuridico estraneo all’Aia e sotto il controllo delle Leghe professionistiche e della Figc per la gestione degli arbitri e dei Var di Serie A e B, pone interrogativi sul possibile impatto politico-istituzionale dell’iniziativa; la proposta di trasferire a un nuovo organismo come la Pgmol, partecipato dalle Leghe e dalla stessa Figc, che assumerebbe la gestione degli arbitri di Serie A e B, determinerebbe una radicale trasformazione del sistema vigente, che attualmente – anche in conseguenza delle vicende emerse in passato con ‘Calciopoli’, che evidenziarono rischi di commistione tra società, organi federali e gestione arbitrale – invece solo l’autonomia piena all’Aia garantirebbe; eventuali assetti in cui i giudicati (le società professionistiche) partecipano alla governance del soggetto che gestisce i giudicanti (gli arbitri) potrebbero porre delicati interrogativi in materia di conflitto di interessi, indipendenza decisionale e garanzie di terzietà, con possibili ripercussioni sulla regolarità dei campionati professionistici”.
Secondo Barbagallo “tale riforma potrebbe indebolire l’autonomia ultracentenaria dell’Aia, riconosciuta anche come modello di eccellenza internazionale” e dunque, a suo modo di vedere, “tali elementi nel complesso, come accaduto nel passato del calcio italiano, espongono nuovamente il sistema arbitrale e il movimento calcistico a pressioni o condizionamenti interni ed esterni, rischiando di minare la credibilità delle istituzioni interessate specie con riguardo alla prevenzione e al contrasto delle manipolazioni e delle frodi sportive”.
foto tratta dalla pagina Facebook di Anthony Barbagallo





