L’analista di gaming Mauro Natta esamina la recente vicenda della selezione indetta dal Casinò Sanremo e decaduta per mancanza di candidature idonee, sottolineando i requisiti richiesti e richiedibili a un direttore giochi.
di Mauro Natta
Avevo scritto nel mio ultimo articolo: mi permetto una considerazione e una riflessione conseguenti alla selezione indetta per l’incarico di responsabile giochi francesi al casinò di Sanremo che non ha trovato alcuna candidatura idonea, una notizia che è nota sul sito del Comune e su quello del Casinò.
Ho creduto che la questione meritasse un approfondimento dedicato. Eccomi all’impegno che mi ero preso anche perché, nei confronti di chi è curioso come lo scrivente, diventa un obbligo stante la materia trattata.
Premetto che la questione mi interessa solo ed esclusivamente per il tentativo di capire per quale ragione l’esito sia stato quello descritto e non certamente per altro considerato i miei quasi 85 anni di età.
Non rimane che cercare, o tentare di farlo, la possibile motivazione alla domanda conseguente al fatto che non sia stato possibile trovare la professionalità per il completamento dell’organico tecnico e produttivo.
Non posso che iniziare ponendo all’attenzione il contenuto del bando di concorso:
1) i requisiti minimi richiesti erano forse esageratamente alti?
2) in Italia esistono professionisti in possesso di tali requisiti?
3) quei requisiti (titoli e lingue) sono facilmente presenti in contemporanea in un unico soggetto?
4) la posizione era appetibile per un professionista sia a livello professionale che economico?
5) era corretto lo schema di selezione (prova scritta a risposta multipla! ed esame di lingue a livello B2!)?
6) se lo schema avesse previsto una selezione per titoli e un colloquio come mi pare sia stato fatto nel 2016 a Sanremo e a Campione nel 2021 si sarebbero presentati dei candidati di maggiore spessore?
7) visto che la selezione non ha prodotto un candidato idoneo l’Azienda rimarrà per sempre senza Direttore giochi?
8) se i bandi di concorso non funzionano perché l’Azienda non procede per chiamata diretta proponendo la posizione a professionisti noti?
9) un professionista con quei requisiti sicuramente è in servizio in una casa da gioco prestigiosa e ben retribuito. Per quale ragione dovrebbe andare a Sanremo con una retribuzione base di 42.000 euro?
Dopo una certa esperienza lunga quaranta anni, dal 1959 al 2000, come impiegato in una casa da gioco italiana mi permetto di riflettere sui requisiti richiesti dall’Azienda e mi domando, non so se a ragione o meno e lo lascio giudicare al lettore, quali dovrebbero, invece, essere le qualità da chiedere al candidato per assolvere idoneamente il delicatissimo compito affidatogli.
Certamente non sono gli avvenimenti passati o recenti che mi invitano a commentare l’esito del concorso in parola in quanto il direttore dei giochi, per la responsabilità che si accolla, ritengo sia prioritario avere ben altri requisiti di quelli richiesti.
Il compito da svolgere dovrebbe consentirgli di interloquire direttamente con il responsabile amministrativo dell’Azienda, proporre iniziative mirate al raggiungimento dell’obiettivo dell’azionista sia esso pubblico o privato.
L’interesse del capitale impiegato nell’attività assume una rilevanza enorme per il semplice motivo che il gestore ricerca il ritorno dell’impiego in quanto azionista e, non si può omettere, l’occasione per garantire anche all’ente pubblico concedente, una entrata tributaria; il che non è di poco momento in alcuna delle tipologie gestionali accennate.
Se sbaglio o se dimentico qualcosa avrei piacere di leggerlo. Grazie.
NOTA DELLA REDAZIONE – Alcune delle domande sottoposte da Mauro Natta saranno approfondite nei prossimi giorni e daremo spazio volentieri, come già concordato, alle delucidazioni da parte dell’azienda.
Foto di Laurin Steffens su Unsplash





