Primo processo gestione Casinò e Comune Campione, si torna in udienza preliminare

Disposto il rinvio in udienza preliminare nell’ambito del primo processo sulla gestione di Comune e Casinò Campione.

Udienza, oggi 15 dicembre in tribunale a Como, del primo processo sulla gestione del Casinò e del Comune di Campione d’Italia dal 2013 al 2018.

Nel corso dell’udienza è stata data lettura dell’ordinanza del giudice che accoglie l’eccezione su temi formali sollevata dall’avvocato Aldo Turconi (difensore di Maria Paola Mangili in Piccaluga, già sindaca di Campione) e si dispone il rinvio in udienza preliminare del processo.

I PRECEDENTI – Lo scorso 23 gennaio lo stesso tribunale,  su richiesta del pubblico ministero alla quale i difensori si erano associati, aveva emesso una sentenza di assoluzione “per intervenuta abrogazione” e di “non luogo a procedere” per diversi reati e per diversi imputati del primo processo sulla gestione del Comune e del Casinò di Campione d’Italia dal 2013 al 2018.
Infatti, per alcuni reati “deve pronunciarsi sentenza di proscioglimento”, come poi era stato fatto, in quanto “la norma incriminatrice” è stata abrogata a seguito dell’entrata in vigore della legge del 9 agosto 2024 numero 114, mentre altri reati si “sono estinti per avvenuta prescrizione”.

Tra gli assolti per alcuni specifici capi di imputazione “perchè il fatto non è previsto dalla legge come reato” c’erano otto imputati, tutti facenti capo al Comune, tra cui gli ex sindaci di Campione d’Italia Maria Paola Mangili in Piccaluga e Roberto Salmoiraghi e i rispettivi vicesindaci, Florio Bernasconi e Alfio Balsamo, mentre il “non doversi procedere” per alcuni reati “per essere i medesimi estinti per intervenuta prescrizione” riguardava otto imputati (sia lato Casinò che Comune), in parte sovrapponentesi con quelli per i quali l’assoluzione deriva dal fatto che il fatto non costituisce reato.
Con questa sentenza, i due vicesindaci Alfio Balsamo e Florio Bernasconi erano usciti definitivamente dal processo.

I REATI DI “FALSO” ANCORA IN PIEDI – Restavano invece in piedi due capi di imputazione, che non erano di competenza del collegio ma del giudice monocratico, con l’udienza fissata appunto per oggi.

Si tratta del punto 4, relativamente alla “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” prevista dall’articolo 479 del Codice penale, e che vede come imputati gli ex sindaci, ex segretari comunali, una componente del Cda Casinò dal 2014 al 2017 e i redattori delle relazioni di bilancio consuntivo del Casinò.
Per l’imputazione di cui al punto 5, ai sensi dell’articolo 476 del Codice penale “falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” restano sottoposti a giudizio l’ex Salmoiraghi e due altri imputati.
Queste due ipotesi di reato hanno tempi di prescrizione che sono scattati non contemporaneamente agli altri.